lunedì 18 settembre 2017

30 settembre: dal Wild Rover al Paddy's

Il tour dei nostri prosegue con le due tappe del 30 settembre. La prima è il Wild Rover Irish Pub di Castelfranco Emilia (Modena): un locale dalla storia interessante che ha aperto i battenti nel 1994, ed è stato "riportato alle origini" - per usare le parole del titolare, Emanuele Degliangeli - dall'attuale gestione subentrata nel 2013. "Il nostro è un Irish Pub molto classico - spiega Emanuele -: abbiamo 11 spine, 2 pompe inglesi, ed oltre 150 etichette in bottiglia". La cucina, che sforna hamburger, hot dog e bruschette sia dolci che salate, si rifornisce dalle aziende agricole del territorio: "Una garanzia di genuinità che vogliamo dare", assicura.


In occasione della serata con Kinnegar, tutte e nove le spine del locale saranno dedicate alle produzioni del birrificio; e ad omaggiare l'"Isola di smeraldo", come è chiamata l'Irlanda, sarà la musica Irish Folk del gruppo "Drunk Butchers".

Anche la seconda tappa è un irish pub, nella fattispecie il Paddy's Irish Pub di Creazzo (Vicenza); e anch'esso ha aperto i battenti nel 1994, vantando arredamenti in stile vittoriano di provenienza scozzese. Massimo, l'attuale titolare, ha preso le redini del Paddy's nel 2009; e da subito ha imboccato con decisione la via delle birre artigianali - otto le spine, di cui cinque a rotazione -, senza però per questo arrivare all'elitarismo. "Siamo dei bevitori che hanno fatto un locale per bevitori - afferma con ironia -: niente servizio al tavolo, chi vuole bere deve venire al banco e confrontarsi con noi, con passione e senza essere troppo sofisticati".


E anche la serata con Kinnegar sarà all'insegna della semplicità: un'occasione di incontro con i birrai, contornato dalle loro birre e da alcuni accompagnamenti gastronomici, nonché dalla musica irlandese dei Uotisdis. Come simpatico gadget della serata sarà disponibile su cauzione un bicchiere con il logo, che potrà quindi anche essere portato a casa come souvenir.


giovedì 14 settembre 2017

29 settembre: dallo Shamrock a Lortica

E siamo a Lecco: qui si trova The Shamrock, rinomato Irish Pub che prende il nome dal trifoglio - simbolo appunto dell'Irlanda - e che da ormai cinque anni fa dell' "Isola di smeraldo" il suo punto di riferimento. Pur essendo relativamente giovane, ha già avuto un percorso di crescita significativo: "Abbiamo festeggiato il nostro quarto compleanno il 7 febbraio di quest'anno con i Kildonn, celebre gruppo di folk irlandese - racconta Marco, il publican - e posso dire con soddisfazione che stiamo crescendo anno dopo anno: oltre alle birre e alle altre bevande irlandesi, dai sidri ai whiskey, abbiamo un ricco menù di piatti tipici dell'isola - dallo stufato alla Guiness alla zuppa di salmone - che proponiamo regolarmente".


E proprio i piatti tipici saranno la centro anche della serata con Kinnegar: lo Shamrock ha infatti elaborato, in collaborazione con il birrificio stesso, un menu con quattro piatti - realizzati con prodotti in arrivo direttamente dall'Irlanda - e quattro birre abbinate, così che ciò che c'è nel bicchiere esalti ciò che sta nel piatto e viceversa.

Nella stessa serata la squadra di Kinnegar sarà presente a Lortica Garden Wine di Bologna: un locale che viene descritto dal titolare, Andrea Rubbi, come "un giardino di profumi e di gusti sani, salubri e artigianali" - tanto che si definisce come giardino già nel nome; e si trova in pieno centro città, in zona universitaria e pochi passi dalle celebri torri. Aperto da 7 anni, fa degli ingredienti freschi e biologici il punto di forza della sua offerta; offerta che comprende un'ampia gamma di birre artigianali - tra cui sta aqcusitando un rilievo sempre maggiore il segmento sour -, con 9 spine e 2 pompe inglesi a rotazione, oltre alle tante etichette in bottiglia nella bottega adiacente al locale - dove è possibile trovare anche vini naturali. "Qui organizziamo anche corsi di degustazione e serate degustazione - prosegue Andrea -, tra cui anche degli originali percorsi che accostano birra e vino. Inoltre stiamo rilanciando, forti di un viaggio sul campo in Scozia, anche la carta dei whiskey".


Andrea assicura quindi che "Siamo felici di ospitare la rappresentanza di Kinnegar, dato che sicuramente tanti dei nostri amici ed estimatori trascorreranno con piacere una serata con gli amici irlandesi. Proporremo un tap takeover con tutte le 11 vie dedicate alle loro birre, e una degustazione condotta da loro alle 20.30 con tanto di traduzione del tutto".

martedì 12 settembre 2017

28 settembre, si inizia: La Belle Alliance e il Teatro delle Birre

Il sipario sul tour italiano di Kinnegar si alzerà - è il caso di dirlo, dato il nome di uno dei due locali coinvolti - in contemporanea a Milano e a Mantova: rispettivamente a La Belle Alliance e al Teatro delle birre.

Il primo può a buon diritto definirsi una delle mete di pellegrinaggio per gli appassionati di birra artigianale - e non solo - a Milano, con 15 anni di attività alle spalle, festeggiati con il "Quince Fest" lo scorso 26 maggio. L'hashtag coniato dal locale, #gentealbanco, è indicativo dello stile adottato: niente servizio ai tavoli, se non per mangiare, le birre e i sidri vanno prese direttamente di fronte alla trentina (sì, avete letto bene) di spine e pompe che il bancone esibisce. Non manca nemmeno una fornitissima cucina: dalla luganega di Monza, allo stinco di maiale cotto nella birra, agli hamburger di angus irlandese, al "pulled pork" - sfilacci di spalla di maiale - ce n'è davvero per tutti i gusti.


In quanto alla serata con Kinnegar, anche se il publican Ivano Falzone afferma quasi con modestia che "non facciamo niente di particolare, giusto una serata con i ragazzi e con le loro birre", il dettaglio non trascurabile è che le spine dedicate alle loro birre saranno ben diciannove: giusto una seratina tra amici, insomma...che dire, fatevi sotto.

Anche il Teatro delle birre vanta una solida esperienza, avendo aperto nel 2005, forte dei diversi anni di attività nel settore birrario dei fondatori e della loro passione. Ad offrire l'occasione per l'apertura è stato anche il Circolo del Luppolo di Mantova: "Con le sue numerose cene, birrarie, festival, corsi homebrewer e di degustazione, hanno fatto da spalla alla necessità di un locale adeguato per promuovere la cultura per la buona birra a Mantova e provincia - ricorda Marco, uno dei fondatori  - e così è nato il Teatro delle Birre".

Dietro il sipario il Teatro ospita 12 birre alla spina sempre diverse per stile e provenienza, in modo da creare un taplist eterogenea e culturalmente ricca; mentre il reparto beershop ospita oltre 150 etichette tra bottiglie e lattine diversi formati. "Tutte le birre - prosegue Marco - sono scelte tra produttori locali, nazionali ed internazionali sempre nel rispetto di alta qualità artigianale. 
Inoltre disponiamo di una selezione di sidri, idromele, distillati e liquori correlati al mondo artigianale". Periodicamente al Teatro delle Birre vengono organizzati eventi di degustazione, abbinamento tra cibo e birra, tap takeover, brewery battles, incontri con birrai sia italiani che stranieri e quant'altro la fantasia suggerisca. Inoltre la piccola cucina del Teatro - con un curioso menù suddiviso in "atti", invece che in tipologia di portata - offre hamburger, piadine, focacce, taglieri di salumi e formaggi artigianali creati con cura e appoggiandosi a produttori locali nel pieno rispetto del loro lavoro.


La serata con Kinnegar, in occasione della quale la maggior parte delle spine sarà dedicata alle produzioni di questo birrificio con una speciale promozione a gettoni per poterle degustare a prezzi vantaggiosi, avrà il suo culmine nell'intervista all'ospite prevista per le 21.30 circa; a seguire, musica dal vivo traditional irish folk con cornamusa irlandese, fisarmonica, banjo e chitarra. Verrà inoltre proposto uno speciale fuori menu elaborato appositamente per essere degustato con le birre di Kinnegar.

Se chi ben comincia è a metà dell'opera, con la serata del 28 si può dire che le premesse sono buone...


lunedì 4 settembre 2017

Silenzio, parla il birraio

Chi meglio del birraio in persona può illustrare non solo il birrificio e le birre che vi vengono prodotte, ma anche la filosofia di lavoro che vi sta dietro? Per questo abbiamo raggiunto (telefonicamente, vabbè...si fa quel che si può) Rick LeVert, cofondatore insieme a Libby Carton di Kinnegar Brewery nonché proprietario e mastro birraio, per rivogergli alcune domande.

Rick, partiamo dal principio: quando e come è iniziata l'avventura di Kinnegar?
Abbiamo iniziato nel 2011, con un piccolo impianto pilota in cui facevamo ricerca e sviluppo. Solo nel 2013, dopo due anni di lavoro preparatorio, siamo partiti con la produzione; e da inizio 2017 ci siamo trasferiti in una nuova struttura, in vista dell'aumento della capacità produttiva: abbiamo chiuso il 2016 con 4 mila ettolitri, e per il 2017 contiamo di arrivare tra i 5 e i 6 mila.

Qual è la vostra "filosofia birraria"?
Mi piace dire che tutto è iniziato per curiosità, tanto è vero che i miei trascorsi professionali non sono nel settore birrario: ho fatto un po' di tutto nella vita, forse proprio in virtù di questa naturale curiosità. Poi è arrivata anche la formazione in campo brassicolo, sia negli Stati Uniti che alla VLB di Berlino: e proprio in Germania e poi in Irlanda, essendo io nato e cresciuto negli Usa, mi sono confrontato con le diverse influenze culturali nel settore birrario. E questo è stato determinante nel formare la maniera in cui pensiamo alla birra: non un qualcosa di statico, ma giocoso, un incontro di diverse tradizioni, stili e tecniche. Siamo l'unico birrificio che tra le produzioni fisse tiene la birra alla segale, abbiamo una porter al cocco, lavoriamo con i prodotturi locali per le birre alla frutta - in particolare uvaspina e rabarbaro: ecco, credo che questo spieghi cosa intendo per "approccio giocoso" alla produzione.

Avete sette birre fisse più una lunga serie di stagionali e speciali, di cui alcune che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti a vari concorsi: ce n'è una in particolare che vi rappresenta?
No, credo che il punto di forza di ciò che facciamo stia nell'insieme. Per noi la cosa importante è che la qualità sia sempre alta in ogni birra che facciamo, al di là della naturale varialibilità insita nel processo artigianale: non uniformità, ma costanza. Vogliamo che chi beve possa riconoscere che le nostre sono birre ben fatte, anche se magari non incontrano i suoi gusti personali. Ed è una cosa che ci viene riconosciuta.

Per voi è la prima volta in Italia? E se sì, che cosa vi aspettate?
Sì, stiamo entrando ora nel mercato italiano, per quanto alcune delle nostre birre siano state servite a Milano in occasione di St. Patrick. Molti hanno il cliché secondo cui l'Italia è un Paese con una forte cultura del vino, ed è vero; ma noto che si è sviluppata anche una forte cultura birraria. Mi aspetto di parlare con la gente della birra irlandese, spiegare come lavoriamo, la nostra cultura; ma anche di scoprire che cosa si beve in Italia, conoscere birrai e appassionati italiani, conoscere la cultura birraria italiana e incontrare una nuova platea di interlocutori. Insomma, mi aspetto di muovermi in un contesto di cultura birraria internazionale, di scambio. Già ho avuto occasione di incontrare qui in Irlanda alcuni colleghi italiani, ed è stato un piacere: una delle cose belle del mondo birarrio è che ovunque tu vada trovi degli amici.

Che cosa significa per te essere un artigiano birraio e fare birra artigianale?
Non mi piace usare il termine "artigianale", perché onestamente non credo sia molto azzeccato. Preferisco definire Kinnergar un birrificio "indipendente", non "artigianale". Certo siamo parte di una lunga tradizione brassicola, ma abbiamo il nostro approccio a quest'arte. La parola "artigianale" rischia di far passare l'idea che non utilizziamo le nuove tecnologie: niente di più falso, il nostro è un birrificio moderno - per quanto stiamo sempre parlando di birre non filtrate, non pastorizzate, non carbonate artificialmente e prodotte su scala relativamente piccola. Non siamo due ragazzi con un tino di legno: se la tecnologia può aiutare sia noi che il consumatore, la utilizziamo. La cosa importante è rimanere indipendenti, conservare la propria identità, e far sì che questa definisca anche la relazione con i clienti: perché noi ci relazioniamo con chiunque beva la nostra birra, ovunque, non solo con chi vediamo di persona. Certo viviamo in un frangente storico in cui nascono tante etichette sia tra i piccoli che tra i grandi birrifici, e tra queste alcune che possono nascondere delle vere e proprie frodi in commercio; ma noi siamo fieri della nostra indipendenza e della relazione che abbiamo costruito con nostri clienti.

martedì 29 agosto 2017

Ed è sempre più Irlanda: a settembre arriva Kinnegar


Beergate continua nel suo impegno a portare in Italia le piccole e grandi chicche della produzione birraria artigianale irlandese e i birrai che ne sono artefici. Dopo The White Hag in occasione di San Patrizio, a settembre sarà la volta di Kinnegar: un birrificio che si definisce profondamente radicato nel Donegal, la contea in cui ha sede e di cui vuole essere espressione. «Abbiamo iniziato nel 2011 con un piccolo impianto pilota – racconta il mastro birraio e cofondatore, Rick Le Vert – e solo nel 2013, dopo due anni di lavoro preparatorio, siamo partiti con la produzione». Un lavoro che evidentemente ha portato i suoi frutti: nonostante l’età relativamente giovane, il birrificio si è infatti guadagnato importanti riconoscimenti – tra cui due medaglie d’oro al Dublin Beer Cup nel 2017 e una nel 2016, un oro e un argento al Commonwealth Beer Cup nel 2017, e il titolo di Champion Beer of Ireland per la foreign export stout Flying Saucer al Killarney Beer Fest del 2016. Dal 2017 il birrificio si è trasferito in una nuova struttura, potendo così contare su un impianto all’avanguardia e spazi adeguati all’ampliamento della produzione – prevista per il 2017 tra i 5 e i 6 mila ettolitri. Il tutto rimanendo fedele alla sua filosofia di non filtrare, né pastorizzare, né aggiungere anidride carbonica alle sue birre; nonché a quell’approccio “giocoso” alla produzione e sperimentazione che Rick cita come fondamento del lavoro suo e della squadra.


Dalla pale ale Limebruner, alla amber ale Devil’s Backbone, alla ipa Scraggy Bay, fino alle specialità come la ale alla segale Rustbucket – stile che Kinnegar, unico caso in Irlanda, produce in maniera stabile – le birre in repertorio coprono una grande varietà di tipologie: e sarà possibile assaggiarle e farsele illustrare direttamente da Rick e dai suoi collaboratori tra fine settembre e inizio ottobre, quando Kinnegar sarà per la prima volta in tour nel nostro Paese. Si parte il 28 settembre con uno dei “templi della birra” in terra milanese, La Belle Alliance, e il Teatro delle birre di Mantova; per proseguire i 29 con lo Shamrock Irish Pub di Lecco e Lortica Garden Wine di Bologna, il 30 con il Wild Rover Irish Pub di Castelfranco Emilia (Modena) e il Paddy’s Irish Pub di Creazzo (Vicenza), e chiudere il 1 ottobre con l’Osteria La Petrarca di Graffignana (Lodi) e La Tana del Luppolo di Cavi di Lavagna (Genova). Ciascuno dei locali proporrà per l’occasione una serata speciale, tra incontri con il birraio, degustazioni birra-cibo, musica, ed altro ancora.

Rick afferma di avere buone aspettative per il tour: «Stiamo entrando ora nel mercato italiano. Molti hanno il cliché secondo cui l'Italia è un Paese con una forte cultura del vino, ed è vero; ma noto che si è sviluppata anche una forte cultura birraria. Mi aspetto di parlare della birra irlandese, spiegare come lavoriamo, la nostra cultura; ma anche di scoprire che cosa si beve in Italia, conoscere birrai e appassionati italiani, e incontrare una nuova platea di interlocutori». «Siamo felici ed orgogliosi di far conoscere in Italia un altro pezzo di eccellenza artigiana irlandese – affermano i fratelli Marco e Luca Di Lella, titolari di Beergate –: un impegno che già da anni portiamo avanti e che intendiamo incrementare, coinvolgendo sempre nuove aziende e promuovendo di conseguenza nuovi prodotti».

Per tutti i dettagli sul programma delle singole serate, interviste al birraio e ulteriori informazioni, è possibile visitare il blog di Mastri Birrai on the road – che verrà aggiornato via via con l’avvicinarsi del tour – e la pagina Facebook di Mastri Birrai on the road 2017; nonché il sito del birrificio, www.kinnegarbrewing.ie, e i siti e pagine Facebook dei locali coinvolti.

lunedì 12 giugno 2017

Tra sidro scozzese e menu ah hoc: arriva in Italia Thistly Cross Cider


Si avvicina ormai a grandi passi il primo tour italiano della pluripremiata sidreria scozzese Thistly Cross Cider, promosso da Beergate nell’ambito di Mastri Birrai on the Road 2017. Luke Fenton, in rappresentanza dell’intera azienda – nata nel 2008 dalla collaborazione tra l’agricoltore Ian Rennie e il sidraio Peter Stuart – sarà mercoledì 14 giugno a La Belle Alliance di Milano, giovedì 15 al Teatro delle Birre di Mantova, e venerdì 16 al Rievoca Beer Drink & Shop di Vimodrone (Milano).


Nel corso di questi ultimi giorni sono andati definendosi i dettagli delle serate ad hoc che ciascuno dei tre locali organizzerà. La Belle Alliance, riferisce il publican Ivano Falzone, avrà «la linea completa dei sidri di Thistly Cross, di cui 4 spillati a pompa e 4 a caduta. Inoltre abbiamo creato un piatto speciale per la serata, battezzato “Al contadino non far sapere quant’è buono il sidro sul caprino con le mele”». A questo si aggiungeranno altri quattro sidri disponibili al Tap (Via Enrico Nöe, 4, Milano): un locale dedicato al craft di recente apertura con ben 24 spine e interamente autocostruito, che unisce birra, sidro e “tapas” - di stile però italiano – sotto la regia di Giampiero, ex bar manager de La Belle Alliance. Al Teatrodelle Birre di Mantova verrà invece proposta una degustazione libera a prezzi promozionali, così da poter conoscere tutti i prodotti della sidreria - arricchita da un’intervista a Luke a metà serata, a cui anche il pubblico avrà l’occasione di partecipare; mentre al RievocaBeer Drink&Shop, riferiscono Fabio ed Elena, «organizziamo spesso serate dove i nostri ospiti vengono guidati alla scoperta di diversi mondi sensoriali in un mix di gusto e olfatto, cibo e bevande. La stessa esperienza vogliamo offrirla durante la serata dedicata al sidro: i nostri ospiti potranno cenare gustando un menù studiato per sposarsi con questa bevanda fresca, con cui abbiamo deciso di festeggiare l’arrivo dell’estate».

Thistly Cross offre una vasta gamma di sidri – poco conosciuti in Italia, ma molto diffusi in Nord Europa accanto alla birra: si va da quello classico, a quello allo zenzero, a quella alla fragola, a quello al sambuco; fino alla punta di diamante nonché esclusiva della casa, il Whisky Cask Cider, maturato per sei mesi in botti di whisky scozzese monomalto Glen Moray che conferisce note di rovere, vaniglia e miele.

Thistly Cross Cider, Beergate, La Belle Alliance, il Teatro delle Birre e Rievoca Beer Drink&Shop aspettano dunque appassionati e curiosi per conoscere meglio questo pezzo meno noto della tradizione britannica dal 14 al 16 giugno. Sul blog di Mastri Birrai on the Road e sulla pagina Facebook è possibile leggere interviste a Luke Fenton, presentazioni dei locali che ospiteranno l’evento, e rimanere aggiornati su tutto quanto riguarda non solo il tour di Thistly Cross ma anche le altre iniziative avviate.

giovedì 1 giugno 2017

Il gran finale: Rievoca Beer Drink&Shop


Per chiudere in bellezza Luke si sposterà di nuovo verso il milanese, e per la precisione al Rievoca Beer Drink&Shop di Vimodrone: un locale che, con le sue oltre 250 tipologie di birre in bottiglia e 9 spine a rotazione, ne ha per accontentare tutti i gusti. Compresi quelli culinari: Rievoca Beer rivisita infatti le antiche ricette tradizionali dei pub europei, adattandole ai gusti moderni - dai veloci sandwich, ai taglieri di salumi e formaggi, ai più complessi piatti in stile birrario - proponendo anche eventi culinari a carattere rievocativo (di qui il nome Rievoca) con cene a tema, a partire dal I secolo d.C. al XV secolo. La spillatura poi, tengono a sottolineare, qui è un'arte: "Alla spina facciamo girare quasi tutte le tipologie di birra artigianale del mondo: dalle stout alle white ipa per finire con le tedesche, le belghe e le scandinave - raccontano i gestori Fabio ed Elena, con i loro collaboratori Alessandro e Andrea -. Ciò che non si trova in fusto è presente nella vasta gamma di bottiglie esposte a scaffale. Per noi è importante eseguire la spillatura nel modo e nel tempo corretti: riportare nel bicchiere le caratteristiche originali della birra è un must". 



Il Rievoca vuole però essere un locale "a tutto tondo", e quindi non c'è solo birra: "Abbiamo deciso di celebrare l’arrivo del caldo e della bella stagione offrendo ai clienti la freschezza dissetante della frutta con questa serata dedicata al sidro scozzese - proseguono. - Noi di Rievoca amiamo offrire ai nostri amici la possibilità di esplorare il mondo del gusto con esperienze sempre nuove: ecco perchè alla vasta selezione di birre artigianali abbiamo deciso di affiancare da alcuni mesi una piccola selezione di whisky di alto livello". Inoltre, concludono, "organizziamo spesso serate dove i nostri ospiti vengono guidati alla scoperta di diversi mondi sensoriali in un mix di gusto e olfatto, cibo e bevande sempre originale, curato e di altissima qualità. La stessa esperienza vogliamo offrirla durante la serata dedicata al sidro:  i nostri ospiti potranno cenare gustando un menù studiato ad hoc per sposarsi con questa bevanda fresca”.

Il gran finale in quel di Vicenza

Il tour di Hope Beer si chiude, e non poteva essere altrimenti, in un pub irlandese - nonché un'altra presenza fissa di Mastri Birrai on...