Il tour di Hope Beer si chiude, e non poteva essere altrimenti, in un pub irlandese - nonché un'altra presenza fissa di Mastri Birrai on The road (come la foto testimonia): il Paddy's Irish Pub di Creazzo (Vicenza), che ha aperto i
battenti nel 1994, vantando arredamenti in stile vittoriano di
provenienza scozzese. Massimo,
l'attuale titolare, ha preso le redini del Paddy's nel 2009; e da subito
ha imboccato con decisione la via delle birre artigianali - otto le
spine, di cui cinque a rotazione -, senza però per questo arrivare
all'elitarismo. "Siamo dei bevitori che hanno fatto un locale per
bevitori - afferma con ironia -: niente servizio al tavolo, chi vuole
bere deve venire al banco e confrontarsi con noi, con passione e senza
essere troppo sofisticati".
E anche la serata con Hope Beer sarà all'insegna della semplicità:
un'occasione di incontro con i birrai, contornato dalle loro birre e da un piatto elaborato appositamente per la serata, nonché dalla musica di Dj Gian - una piccola chicca, in quanto utilizza soltanto vinili. "Fondamentalmente, una serata per chi ha passione di birra", conclude Massimo.
venerdì 12 ottobre 2018
giovedì 11 ottobre 2018
Seconda serata: tra Lavagna e Lecco
Anche per la seconda serata abbiamo un nuovo locale che entra nella rassegna Mastri Birrai on The Road: il Capanigra di Lavagna, che significativamente si fa chiamare "birra e cucina". "Siamo un locale un po' atipico - racconta Davide, uno dei fondatori -: siamo nati nel 2013 come birreria artigianale italiana con cucina tradizionale, e poi ci siamo evoluti negli anni anni fino a diventare una pizzeria che oggi verrebbe definita gourmet, focacceria al formaggio e hamburgeria di qualità". E appunto gli hamburger saranno i protagonisti della serata nell'accompagnare la birra, con una creazione ad hoc: carne di Fassona, burrata e cipolle caramellate."Ospitiamo spesso birre estere organizzando degustazioni ad hoc - conclude Davide - per cui questa per noi è senz'altro un'ottima occasione".
Il secondo locale è un "fedelissimo" di Mastri Birrai on The Road, nonché un autentico pezzo d'Irlanda in quel di Lecco: stiamo parlando di The Shamrock, rinomato
Irish Pub che prende il nome dal trifoglio - simbolo appunto
dell'Irlanda -, e che quest'anno si è guadagnato ben 3 nomination agli Irish Pubs Global Awards di Galway. Sono così entrati nella corsa per essere
eletti miglior pub d'Europa nelle categorie "Food experience", "Chef"
& "Marketing Campaign". Fieri di questo risultato, i nostri accoglieranno gli amici di Hope Beer con una cena a tema (su prenotazione allo 0341 287582, costo 30 euro): dall'antipasto di crostino di pane alla Guinness con salmone abbinato alla Summer Session Ipa, allo stufato di manzo alla Guinness con la Handsome Jack Ipa, alla panna cotta al Baileys accompagnata dalla blonde ale Passifyoucan, sicuramente sarà un'occasione privilegiata per conoscere da vicino la tradizione culinaria e birraria irlandese.
Ormai non resta che aspettare il gran finale...
Il secondo locale è un "fedelissimo" di Mastri Birrai on The Road, nonché un autentico pezzo d'Irlanda in quel di Lecco: stiamo parlando di The Shamrock, rinomato
Irish Pub che prende il nome dal trifoglio - simbolo appunto
dell'Irlanda -, e che quest'anno si è guadagnato ben 3 nomination agli Irish Pubs Global Awards di Galway. Sono così entrati nella corsa per essere
eletti miglior pub d'Europa nelle categorie "Food experience", "Chef"
& "Marketing Campaign". Fieri di questo risultato, i nostri accoglieranno gli amici di Hope Beer con una cena a tema (su prenotazione allo 0341 287582, costo 30 euro): dall'antipasto di crostino di pane alla Guinness con salmone abbinato alla Summer Session Ipa, allo stufato di manzo alla Guinness con la Handsome Jack Ipa, alla panna cotta al Baileys accompagnata dalla blonde ale Passifyoucan, sicuramente sarà un'occasione privilegiata per conoscere da vicino la tradizione culinaria e birraria irlandese.Ormai non resta che aspettare il gran finale...
Inizia il tour di Hope Beer: una serata...per tre
Arriva in Italia, per il suo primo tour nel nostro Paese, il birrificio artigianale dublinese Hope Beer; e il suo staff, ansioso di incontrare gli appassionati italiani, aprirà le danze con una serata che coinvolgerà ben tre locali.
Il primo è una new entry della rassegna Mastri Birrai on The Road, La Mangiatoia di Alassio (Savona): è quella che potremmo definire una steak house "d'eccellenza", che unisce all'ambiente semplice ed informale il servizio di tagli di carne di alta gamma - ricordiamo su tutte la celeberrima Kobe giapponese, considerata la più pregiata al mondo - e birre esclusivamente artigianali. "Abbiamo aperto nel 2015 - racconta Federico - e dopo circa un anno abbiamo deciso di puntare su qualità e tagli particolari di carne, prestando attenzione in particolare alla frollatura". E sotto il profilo dell'offerta, La Mangiatoia può oggi dire di essere un unicum in Italia (a prova del tutto vi vostriamo la foto del loro banco frigo): dal cube roll irlandese, alla vaca vieja gallega, ciò che trovate qui non lo trovate da nessun'altra parte. Poco più tardi è seguita la scelta di servire unicamente birre artigianali, soprattutto italiane e liguri nello specifico, ma anche estere; e da qui è nata l'associazione pressoché spontanea con l'Irlanda, celebre sia per le sue birre che per le sue carni. "Per la serata con Hope Beer proporremo in particolare piatti irlandesi, in abbinamento alle loro birre - conclude Federico -; il tutto accompagnato da musica irlandese dal vivo". Lo staff di Hope Beer vi attende dunque a La Magiatoia a partire dalle 19.
Il secondo locale è invece una vecchia conoscenza della rassegna, Lortica Garden Wine di Bologna: un locale che viene descritto dal titolare, Andrea Rubbi, come "un
giardino di profumi e di gusti sani, salubri e artigianali" - tanto che
si definisce come giardino già nel nome; e si trova in pieno
centro città, in zona universitaria e pochi passi dalle celebri torri.
Aperto da otto anni, fa degli ingredienti freschi e biologici il punto di
forza della sua offerta; offerta che comprende un'ampia gamma di birre
artigianali - con una particolare cura anche per il
segmento sour -, con 9 spine e 2 pompe inglesi a rotazione, oltre alle
tante
etichette in bottiglia nella bottega adiacente al locale - e di vini naturali. "Qui organizziamo anche corsi di
degustazione e serate degustazione - prosegue Andrea -, tra cui anche
degli originali percorsi che accostano birra e vini. Da non dimenticare poi la carta dei
whiskey, che già da qualche tempo abbiamo ampliato in seguito ad un viaggio in Scozia". Andrea assicura quindi che "Siamo felici di
ospitare la rappresentanza di Hope, dato che sicuramente tanti dei
nostri amici
ed estimatori trascorreranno con piacere una serata con gli amici
irlandesi. Metteremo a disposizione le loro birre alla spina, e saranno i birrai stessi a spillarle ed illustrarle; e, dato l'ampio numero di spine a disposizione, potremo riservarne alcune anche ad altre rappresentanze di eccellenti artigiani irlandesi, come Kinnegar e The White Hag".
L'ultimo locale vale in realtà doppio: si tratta infatti dei due The Kitchen di Casorezzo (Milano) e Galliate (Novara). Maurizio e Cinzia sono l’anima di questi due locali "fratelli", nati l’uno nel 2010 e l’altro nel 2015, dopo un’esperienza ventennale nel settore. Anche se i locali sono due, spiega Maurizio, “l’idea è una: essere un beer restaurant, in cui proporre birre artigianali sia italiane che estere, insieme ad una cucina di alto livello e allo stesso tempo per tutti. Serviamo pasta e dolci fatti in casa, piatti della tradizione locali e cucinati con la birra, e ad ognuno è suggerita nel menù una birra in abbinamento”. Una cucina ricercata ma in un luogo semplice, in cui il legno la fa da padrone nell’arredamento. “Siamo felici di avere come ospiti gli amici di Hope Beer – conclude Maurizio – mettendo un tassello in più a quello che è un nostro impegno continuativo: più volte durante l’anno organizziamo eventi in cui abbiamo ospiti dei birrai, degustazioni, e iniziative”. Un'occasione dunque per poter avere in abbinata buon cibo e buona birra, sotto la guida dei produttori stessi.
Il primo è una new entry della rassegna Mastri Birrai on The Road, La Mangiatoia di Alassio (Savona): è quella che potremmo definire una steak house "d'eccellenza", che unisce all'ambiente semplice ed informale il servizio di tagli di carne di alta gamma - ricordiamo su tutte la celeberrima Kobe giapponese, considerata la più pregiata al mondo - e birre esclusivamente artigianali. "Abbiamo aperto nel 2015 - racconta Federico - e dopo circa un anno abbiamo deciso di puntare su qualità e tagli particolari di carne, prestando attenzione in particolare alla frollatura". E sotto il profilo dell'offerta, La Mangiatoia può oggi dire di essere un unicum in Italia (a prova del tutto vi vostriamo la foto del loro banco frigo): dal cube roll irlandese, alla vaca vieja gallega, ciò che trovate qui non lo trovate da nessun'altra parte. Poco più tardi è seguita la scelta di servire unicamente birre artigianali, soprattutto italiane e liguri nello specifico, ma anche estere; e da qui è nata l'associazione pressoché spontanea con l'Irlanda, celebre sia per le sue birre che per le sue carni. "Per la serata con Hope Beer proporremo in particolare piatti irlandesi, in abbinamento alle loro birre - conclude Federico -; il tutto accompagnato da musica irlandese dal vivo". Lo staff di Hope Beer vi attende dunque a La Magiatoia a partire dalle 19.
Il secondo locale è invece una vecchia conoscenza della rassegna, Lortica Garden Wine di Bologna: un locale che viene descritto dal titolare, Andrea Rubbi, come "un
giardino di profumi e di gusti sani, salubri e artigianali" - tanto che
si definisce come giardino già nel nome; e si trova in pieno
centro città, in zona universitaria e pochi passi dalle celebri torri.
Aperto da otto anni, fa degli ingredienti freschi e biologici il punto di
forza della sua offerta; offerta che comprende un'ampia gamma di birre
artigianali - con una particolare cura anche per il
segmento sour -, con 9 spine e 2 pompe inglesi a rotazione, oltre alle
tante
etichette in bottiglia nella bottega adiacente al locale - e di vini naturali. "Qui organizziamo anche corsi di
degustazione e serate degustazione - prosegue Andrea -, tra cui anche
degli originali percorsi che accostano birra e vini. Da non dimenticare poi la carta dei
whiskey, che già da qualche tempo abbiamo ampliato in seguito ad un viaggio in Scozia". Andrea assicura quindi che "Siamo felici di
ospitare la rappresentanza di Hope, dato che sicuramente tanti dei
nostri amici
ed estimatori trascorreranno con piacere una serata con gli amici
irlandesi. Metteremo a disposizione le loro birre alla spina, e saranno i birrai stessi a spillarle ed illustrarle; e, dato l'ampio numero di spine a disposizione, potremo riservarne alcune anche ad altre rappresentanze di eccellenti artigiani irlandesi, come Kinnegar e The White Hag".L'ultimo locale vale in realtà doppio: si tratta infatti dei due The Kitchen di Casorezzo (Milano) e Galliate (Novara). Maurizio e Cinzia sono l’anima di questi due locali "fratelli", nati l’uno nel 2010 e l’altro nel 2015, dopo un’esperienza ventennale nel settore. Anche se i locali sono due, spiega Maurizio, “l’idea è una: essere un beer restaurant, in cui proporre birre artigianali sia italiane che estere, insieme ad una cucina di alto livello e allo stesso tempo per tutti. Serviamo pasta e dolci fatti in casa, piatti della tradizione locali e cucinati con la birra, e ad ognuno è suggerita nel menù una birra in abbinamento”. Una cucina ricercata ma in un luogo semplice, in cui il legno la fa da padrone nell’arredamento. “Siamo felici di avere come ospiti gli amici di Hope Beer – conclude Maurizio – mettendo un tassello in più a quello che è un nostro impegno continuativo: più volte durante l’anno organizziamo eventi in cui abbiamo ospiti dei birrai, degustazioni, e iniziative”. Un'occasione dunque per poter avere in abbinata buon cibo e buona birra, sotto la guida dei produttori stessi.
giovedì 19 luglio 2018
Arrivano i cask di Great Newsome Brewery:i dettagli delle serate
Mancano ormai pochi giorni all’arrivo in Italia dello staff del birrificio artigianale inglese Great Newsome, con il mastro birraio Matthew Hodgson; e i locali che li ospiteranno insieme ai loro cask hanno ora reso noti i dettagli delle serate.
Si parte venerdì 20 luglio con Unibirra a Varese, che organizza una serata in cui ad accompagnare la birra spillata dai cask saranno dei piatti elaborati per l’occasione dalla cucina. “Non abbiamo previsto una degustazione guidata – spiega Stefano Baladda – perché vogliamo lasciare al nostro pubblico la libertà e la gioia di sperimentare data la peculiare versatilità delle birre servite da cask: specialmente la bitter Frothingham Best, infatti, si presta ad essere accostate a moltissime preparazioni e bevute con facilità”. Ospiti della serata saranno poi alcuni homebrewers, giunti anche dal vicino Canton Ticino.
Sabato 21 sarà invece la volta del Wild Rover Irish Pub di Manzolino di Castelfranco Emilia (Modena), che già promuove la conoscenza dei cask con la manifestazione Cask’s not dead: il pubblico troverà sei birre di Great Newsome (di cui alcune anche alla pompa, oltre che in cask) così da far conoscere “non solo il valore del birrificio – spiega Emanuele Degliangeli – ma anche quello appunto dei cask, massima espressione della birra viva. Già prestiamo particolare attenzione al servizio alla pompa, altra modalità tradizionalmente adottata per le birre inglesi, e questo dei cask è un valore aggiunto che vogliamo dare in alcune particolari occasioni come questa”.
Beergate, Great Newsome, Unibirra, il Wild Rover Irish Pub e l'Ines Stube vi aspettano dunque dal 20 al 22 luglio per degustare direttamente dai cask.
mercoledì 15 novembre 2017
Torna in Italia il birrificio The White Hag
Si
consolida sempre più il legame tra il pluripremiato birrificio
irlandese The
White Hag
e il nostro Paese: il mastro birraio Joe
Kearns
– già mastro birraio del celebre birrificio americano Hoppin Frog
– e il suo collaboratore Paul
Mullin
si apprestano infatti ad intraprendere il loro secondo tour italiano
per il 2017. Dopo il successo della settimana di San Patrizio lo
scorso marzo, che aveva visto la squadra di Kearns visitare ben otto
locali di tutto il nord Italia, The White Hag sarà protagonista di
quattro serate – a La
Locanda del Monaco Felice
(Bergamo) e Unibirra
(Varese)
venerdì
17
novembre,
e a Il
Birratrovo
(Como) e La
Belle Alliance
(Milano) sabato
18.
Per
l’occasione, i locali coinvolti hanno pensato a delle serate
specificatamente dedicate che, pur nella semplicità dell’incontro
tra birrai e appassionati, vogliono promuovere appunto attraverso
questo contatto diretto in un contesto amichevole una miglior
conoscenza delle birre artigianali irlandesi. Sia a La Locanda del
Monaco Felice che a La Belle Alliance e al Birratrovo Joe e Paul
saranno a disposizione degli avventori, per illustrare le loro
creazioni – disponibili in forze quella sera – e rispondere a
tutte le domande. A Unibirra chi lo desidera potrà inoltre
partecipare ad una vera e propria cena degustazione, in cui ad ogni
portata sarà abbinata una birra di The White Hag, sotto la guida
dello staff del locale e del birrificio (solo su prenotazione, per
informazioni consultare il sito
e la pagina Facebook di Unibirra).
Joe
e Paul porteranno con sé alcune vere e proprie specialità
brassicole: tra queste la Silver
Branch Barrel Aged –
una sour ispirata all’antica tradizione celtica, fermentata
spontaneamente in blend con succo di di mela della McIvor’s Cidery
e maturata in botti di Chardonnay francese – e la Olcan
Barrel Aged Brett Ipa –
una birra dall’aroma complesso che va dall’albicocca, all’ananas,
agli agrumi, con il caratteristico tocco di acidità dato
brettanomyces.
A
portare in Italia The White Hag – nell’ambito dell’iniziativa
Mastri
Birrai on The Road
– è anche questa volta Beergate,
società milanese che importa e distribuisce bevande dal nord Europa,
con una particolare attenzione alle birre artigianali irlandesi. «The
White Hag è senz’altro una delle realtà di più alta qualità
nella rosa dei microbirrifici irlandesi, con cui abbiamo collaborato
sin dagli inizi della nostra attività – affermano Marco
e Luca Di Lella,
titolari di Beergate –: è stata una grande soddisfazione averne
colto il valore ancor prima che Joe e la sua squadra vincessero i
premi che li hanno resi noti a livello internazionale, e un onore
promuovere la conoscenza di queste birre tramite gli incontri diretti
nei pub».
The
White Hag e Beergate vi aspettano dunque nelle serate di venerdì
17 novembre a La Locanda del Monaco Felice e Unibirra, e sabato 18
novembre a Il Birratrovo e La Belle Alliance;
per informazioni è possibile consultare i siti e pagine Facebook dei
locali e di Mastri Birrai on the Road, il sito
del birrificio,
o contattare direttamente Beergate.
mercoledì 27 settembre 2017
Conto alla rovescia per il tour italiano di Kinnegar
Ultimi
giorni prima dell’arrivo in Italia di Kinnegar Brewing,
pluripremiato birrificio artigianale irlandese che si è distinto con
ben due medaglie d’oro all’ultima edizione della Dublin Beer Cup.
A visitare il nostro Paese e incontrare gli appassionati italiani
saranno il cofondatore e mastro birraio Rick
LeVert e
tre dei suoi collaboratori.
Gli
otto locali che li ospiteranno - La
Belle
Alliance
di Milano e il
Teatro
delle birre
di
Mantova il 28 settembre; lo Shamrock
Irish Pub
di Lecco e Lortica
Garden Wine
di Bologna il 29; il Wild
Rover Irish Pub
di Castelfranco Emilia (Modena) e il Paddy’s
Irish Pub
di
Creazzo (Vicenza) il 30; e
l’Osteria
La Petrarca
di Graffignana (Lodi) e
La
Tana del Luppolo
di
Cavi di Lavagna (Genova) il 1 ottobre - hanno già messo a punto i
dettagli delle serate, tra cene degustazione, colloqui con gli
ospiti, tap takeover e concerti di musica irlandese (tutti i dettagli
nel
blog di Mastri Birrai on the road).
Ma sarà possibile trovare le birre di Kinnegar anche in numerosi
altri luoghi: lo Xander
Beer
di Brescia, l’Amandla
di Cermenate (Como), The
Rocker Pub
di Barzana (Bergamo), il
09
Café Nuova Milano
di Milano, il Birratrovo
di Como, il Birrage
di Briosco (Monza Brianza), l’Unibirra
di Varese, la Birreria
Il Porco
di Corbetta (Milano), il Rievoca
Beer Drink&Shop
di Vimodrone (Milano),
Il
Molo
(Ferrara), la Birreria
della Torre
di Trezzo sull’Adda (Milano), e il Consorzio
Birre
di Sesto San Giovanni (Milano).
A
portare Kinnegar in Italia è Beergate,
punto di riferimento nel Nord Italia per l’importazione e
distribuzione di prodotti artigianali dalle isole britanniche e dal
Nord Europa, che in questi ultimi anni ha fatto della diffusione
della cultura brassicola e gastronomica irlandese uno dei suoi punti
di forza. «Sin
dall’inizio del nostro lavoro ci siamo resi conto di come il
contatto diretto con i birrai, senza intermediari, costituisse un
fattore determinante per garantire un prodotto di maggiore qualità –
riferisce Marco Di Lella, titolare insieme al fratello Luca –
insieme ai dovuti accorgimenti per quanto concerne la catena del
freddo durante il trasporto. A questo abbiamo voluto accostare i tour
dei birrai nei pub, così che anche il vasto pubblico avesse
occasione di incontrarli, ed offrire un valore aggiunto ai publican
stessi».
Per
tutti i dettagli sul programma delle singole serate, interviste al
birraio e ulteriori informazioni, è possibile visitare, oltre a questo blog, la pagina
Facebook di Mastri Birrai on the road 2017;
nonché il sito del birrificio,
www.kinnegarbrewing.ie,
e i siti e pagine Facebook dei locali coinvolti.
giovedì 21 settembre 2017
1 ottobre, si chiude in bellezza: La Petrarca e La Tana del Luppolo
Per l'ultima serata ci spostiamo a Graffignano, nei pressi di Lodi, dove si trova l'Osteria La Petrarca: una
birreria che vanta venti birre alla spina e due a pompa, oltre che più
di 300 etichette in bottiglia - quasi interamente artigianali e alcune
rarissime - oltre che una cucina specializzata in piatti alla birra -
basti citare piatti come il risotto alla Orval e la Carbonnade alla
Gulden Draak.
E questa attenzione allo sposalizio tra ciò che sta nel bicchiere e ciò che sta nel piatto sarà nota distintiva anche della serata con Kinnegar: "Per l'occasione proporremo una degustazione guidata di tre birre abbinate ad altrettante preparazioni gastronomiche - spiega Raoul, il titolare -. Inizieremo con una "Irish bruschetta" (ossia una bruschetta con burro alla rucola e capperi con carpaccio di salmone irlandese); proseguiremo poi con un "Irish stew" (uno spezzatino di manzo e verdure cucinato con birra Kinnegar); per chiudere con un gelato affogato al Baileys".
La degustazione inizierà alle 20, al costo di 25 euro cadauno; e chi vi parteciperà potrà poi degustare le altre birre Kinnegar - 6 quelle disponibili alla spina durante la serata - al prezzo speciale di 5 euro a pinta. Degno coronamento della serata sarà poi la musica folk irlandese del Bandarone, a partire dalle 22.
L'altro locale che ospiterà l'ultima serata è La Tana del Luppolo, unica tappa ligue del tour - siamo infatti a Cavi di Lavagna, in provincia di Genova. "Il nostro è un locale che viene da lontano - racconta Luciano, attuale gestore nonché cuoco - perché ha aperto vent'anni fa. Tutti gli interni sono stati realizzati da un mastro d'ascia, con alberi e pezzi autentici di barche. Insomma, siamo un vero locale della riviera". Che, a differenza di molti altri che si limitano alla stagione turistica, rimane aperto tutto l'anno: "D'inverno siamo solo noi a non chiiudere qui nella zona - osserva Luciano - e così siamo diventati un punto di ritrovo tra Sestri e Chiavari. Organizziamo concerti, quiz e serate a tema, guardiamo insieme le partite: siamo consci che la scelta di fare la stagione invernale ha anche un profondo significato sociale".
Data poi la formazione di Luciano, che è appunto cuoco, nel locale si ritrova una particolare sensibilità per le preparazioni gastronomiche con la birra e i relativi abbinamenti: "Il mio piatto forte è il risotto alla birra, preparato con riso biologico di Mortara - riferisce - ma il menù varia a seconda della stagione e degli ingredienti disponibili. Privilegiamo infatti i produttori locali, da cui ci riforniamo per le verdure, i formaggi, i salumi, la carne; valorizzando anche tutte quelle che sono le particolarità nella produzione". E per la serata con Kinnegar Luciano ha pensato ad un menu particolare: spaghetti con cozze, panna e birra; brasato alla birra con patate, acciughe fritte e patatine; torte salate vegetariane; oltre ai classici come hamburger, salsiccia, alette di pollo e hot dog. C'è già di che leccarsi i baffi...
E questa attenzione allo sposalizio tra ciò che sta nel bicchiere e ciò che sta nel piatto sarà nota distintiva anche della serata con Kinnegar: "Per l'occasione proporremo una degustazione guidata di tre birre abbinate ad altrettante preparazioni gastronomiche - spiega Raoul, il titolare -. Inizieremo con una "Irish bruschetta" (ossia una bruschetta con burro alla rucola e capperi con carpaccio di salmone irlandese); proseguiremo poi con un "Irish stew" (uno spezzatino di manzo e verdure cucinato con birra Kinnegar); per chiudere con un gelato affogato al Baileys".La degustazione inizierà alle 20, al costo di 25 euro cadauno; e chi vi parteciperà potrà poi degustare le altre birre Kinnegar - 6 quelle disponibili alla spina durante la serata - al prezzo speciale di 5 euro a pinta. Degno coronamento della serata sarà poi la musica folk irlandese del Bandarone, a partire dalle 22.
L'altro locale che ospiterà l'ultima serata è La Tana del Luppolo, unica tappa ligue del tour - siamo infatti a Cavi di Lavagna, in provincia di Genova. "Il nostro è un locale che viene da lontano - racconta Luciano, attuale gestore nonché cuoco - perché ha aperto vent'anni fa. Tutti gli interni sono stati realizzati da un mastro d'ascia, con alberi e pezzi autentici di barche. Insomma, siamo un vero locale della riviera". Che, a differenza di molti altri che si limitano alla stagione turistica, rimane aperto tutto l'anno: "D'inverno siamo solo noi a non chiiudere qui nella zona - osserva Luciano - e così siamo diventati un punto di ritrovo tra Sestri e Chiavari. Organizziamo concerti, quiz e serate a tema, guardiamo insieme le partite: siamo consci che la scelta di fare la stagione invernale ha anche un profondo significato sociale".
Data poi la formazione di Luciano, che è appunto cuoco, nel locale si ritrova una particolare sensibilità per le preparazioni gastronomiche con la birra e i relativi abbinamenti: "Il mio piatto forte è il risotto alla birra, preparato con riso biologico di Mortara - riferisce - ma il menù varia a seconda della stagione e degli ingredienti disponibili. Privilegiamo infatti i produttori locali, da cui ci riforniamo per le verdure, i formaggi, i salumi, la carne; valorizzando anche tutte quelle che sono le particolarità nella produzione". E per la serata con Kinnegar Luciano ha pensato ad un menu particolare: spaghetti con cozze, panna e birra; brasato alla birra con patate, acciughe fritte e patatine; torte salate vegetariane; oltre ai classici come hamburger, salsiccia, alette di pollo e hot dog. C'è già di che leccarsi i baffi...
lunedì 18 settembre 2017
30 settembre: dal Wild Rover al Paddy's
Il tour dei nostri prosegue con le due tappe del 30 settembre. La prima è il Wild Rover Irish Pub di Castelfranco Emilia (Modena): un locale dalla storia interessante che ha aperto i battenti nel 1994, ed è stato "riportato alle origini" - per
usare le parole del titolare, Emanuele Degliangeli - dall'attuale
gestione subentrata nel 2013. "Il nostro è un Irish Pub molto classico -
spiega Emanuele -: abbiamo 11 spine, 2 pompe inglesi, ed oltre 150
etichette in bottiglia". La cucina, che sforna hamburger, hot dog e
bruschette sia dolci che salate, si rifornisce dalle aziende agricole
del territorio: "Una garanzia di genuinità che vogliamo dare", assicura.
In occasione della serata con Kinnegar, tutte e nove le spine del locale saranno dedicate alle produzioni del birrificio; e ad omaggiare l'"Isola di smeraldo", come è chiamata l'Irlanda, sarà la musica Irish Folk del gruppo "Drunk Butchers".
Anche la seconda tappa è un irish pub, nella fattispecie il Paddy's Irish Pub di Creazzo (Vicenza); e anch'esso ha aperto i battenti nel 1994, vantando arredamenti in stile vittoriano di provenienza scozzese. Massimo, l'attuale titolare, ha preso le redini del Paddy's nel 2009; e da subito ha imboccato con decisione la via delle birre artigianali - otto le spine, di cui cinque a rotazione -, senza però per questo arrivare all'elitarismo. "Siamo dei bevitori che hanno fatto un locale per bevitori - afferma con ironia -: niente servizio al tavolo, chi vuole bere deve venire al banco e confrontarsi con noi, con passione e senza essere troppo sofisticati".
E anche la serata con Kinnegar sarà all'insegna della semplicità: un'occasione di incontro con i birrai, contornato dalle loro birre e da alcuni accompagnamenti gastronomici, nonché dalla musica irlandese dei Uotisdis. Come simpatico gadget della serata sarà disponibile su cauzione un bicchiere con il logo, che potrà quindi anche essere portato a casa come souvenir.
In occasione della serata con Kinnegar, tutte e nove le spine del locale saranno dedicate alle produzioni del birrificio; e ad omaggiare l'"Isola di smeraldo", come è chiamata l'Irlanda, sarà la musica Irish Folk del gruppo "Drunk Butchers".
Anche la seconda tappa è un irish pub, nella fattispecie il Paddy's Irish Pub di Creazzo (Vicenza); e anch'esso ha aperto i battenti nel 1994, vantando arredamenti in stile vittoriano di provenienza scozzese. Massimo, l'attuale titolare, ha preso le redini del Paddy's nel 2009; e da subito ha imboccato con decisione la via delle birre artigianali - otto le spine, di cui cinque a rotazione -, senza però per questo arrivare all'elitarismo. "Siamo dei bevitori che hanno fatto un locale per bevitori - afferma con ironia -: niente servizio al tavolo, chi vuole bere deve venire al banco e confrontarsi con noi, con passione e senza essere troppo sofisticati".
E anche la serata con Kinnegar sarà all'insegna della semplicità: un'occasione di incontro con i birrai, contornato dalle loro birre e da alcuni accompagnamenti gastronomici, nonché dalla musica irlandese dei Uotisdis. Come simpatico gadget della serata sarà disponibile su cauzione un bicchiere con il logo, che potrà quindi anche essere portato a casa come souvenir.
giovedì 14 settembre 2017
29 settembre: dallo Shamrock a Lortica
E siamo a Lecco: qui si trova The Shamrock, rinomato
Irish Pub che prende il nome dal trifoglio - simbolo appunto
dell'Irlanda - e che da ormai cinque anni fa dell' "Isola di smeraldo"
il suo punto di riferimento. Pur essendo relativamente giovane, ha già avuto un percorso di crescita significativo: "Abbiamo festeggiato il nostro quarto
compleanno il 7 febbraio di quest'anno con i Kildonn, celebre gruppo di folk irlandese
- racconta Marco, il publican - e posso dire con soddisfazione che
stiamo crescendo anno dopo anno: oltre alle birre e alle altre bevande
irlandesi, dai sidri ai whiskey, abbiamo un ricco menù di piatti tipici
dell'isola - dallo stufato alla Guiness alla zuppa di salmone - che
proponiamo regolarmente".
E proprio i piatti tipici saranno la centro anche della serata con Kinnegar: lo Shamrock ha infatti elaborato, in collaborazione con il birrificio stesso, un menu con quattro piatti - realizzati con prodotti in arrivo direttamente dall'Irlanda - e quattro birre abbinate, così che ciò che c'è nel bicchiere esalti ciò che sta nel piatto e viceversa.
Nella stessa serata la squadra di Kinnegar sarà presente a Lortica Garden Wine di Bologna: un locale che viene descritto dal titolare, Andrea Rubbi, come "un giardino di profumi e di gusti sani, salubri e artigianali" - tanto che si definisce come giardino già nel nome; e si trova in pieno centro città, in zona universitaria e pochi passi dalle celebri torri. Aperto da 7 anni, fa degli ingredienti freschi e biologici il punto di forza della sua offerta; offerta che comprende un'ampia gamma di birre artigianali - tra cui sta aqcusitando un rilievo sempre maggiore il segmento sour -, con 9 spine e 2 pompe inglesi a rotazione, oltre alle tante etichette in bottiglia nella bottega adiacente al locale - dove è possibile trovare anche vini naturali. "Qui organizziamo anche corsi di degustazione e serate degustazione - prosegue Andrea -, tra cui anche degli originali percorsi che accostano birra e vino. Inoltre stiamo rilanciando, forti di un viaggio sul campo in Scozia, anche la carta dei whiskey".
Andrea assicura quindi che "Siamo felici di ospitare la rappresentanza di Kinnegar, dato che sicuramente tanti dei nostri amici ed estimatori trascorreranno con piacere una serata con gli amici irlandesi. Proporremo un tap takeover con tutte le 11 vie dedicate alle loro birre, e una degustazione condotta da loro alle 20.30 con tanto di traduzione del tutto".
E proprio i piatti tipici saranno la centro anche della serata con Kinnegar: lo Shamrock ha infatti elaborato, in collaborazione con il birrificio stesso, un menu con quattro piatti - realizzati con prodotti in arrivo direttamente dall'Irlanda - e quattro birre abbinate, così che ciò che c'è nel bicchiere esalti ciò che sta nel piatto e viceversa.
Nella stessa serata la squadra di Kinnegar sarà presente a Lortica Garden Wine di Bologna: un locale che viene descritto dal titolare, Andrea Rubbi, come "un giardino di profumi e di gusti sani, salubri e artigianali" - tanto che si definisce come giardino già nel nome; e si trova in pieno centro città, in zona universitaria e pochi passi dalle celebri torri. Aperto da 7 anni, fa degli ingredienti freschi e biologici il punto di forza della sua offerta; offerta che comprende un'ampia gamma di birre artigianali - tra cui sta aqcusitando un rilievo sempre maggiore il segmento sour -, con 9 spine e 2 pompe inglesi a rotazione, oltre alle tante etichette in bottiglia nella bottega adiacente al locale - dove è possibile trovare anche vini naturali. "Qui organizziamo anche corsi di degustazione e serate degustazione - prosegue Andrea -, tra cui anche degli originali percorsi che accostano birra e vino. Inoltre stiamo rilanciando, forti di un viaggio sul campo in Scozia, anche la carta dei whiskey".
Andrea assicura quindi che "Siamo felici di ospitare la rappresentanza di Kinnegar, dato che sicuramente tanti dei nostri amici ed estimatori trascorreranno con piacere una serata con gli amici irlandesi. Proporremo un tap takeover con tutte le 11 vie dedicate alle loro birre, e una degustazione condotta da loro alle 20.30 con tanto di traduzione del tutto".
martedì 12 settembre 2017
28 settembre, si inizia: La Belle Alliance e il Teatro delle Birre
Il sipario sul tour italiano di Kinnegar si alzerà - è il caso di dirlo, dato il nome di uno dei due locali coinvolti - in contemporanea a Milano e a Mantova: rispettivamente a La Belle Alliance e al Teatro delle birre.
Il primo può a buon diritto definirsi una delle mete di pellegrinaggio per gli appassionati di birra artigianale - e non solo - a Milano, con 15 anni di attività alle spalle, festeggiati con il "Quince Fest" lo scorso 26 maggio. L'hashtag coniato dal locale, #gentealbanco, è indicativo dello stile adottato: niente servizio ai tavoli, se non per mangiare, le birre e i sidri vanno prese direttamente di fronte alla trentina (sì, avete letto bene) di spine e pompe che il bancone esibisce. Non manca nemmeno una fornitissima cucina: dalla luganega di Monza, allo stinco di maiale cotto nella birra, agli hamburger di angus irlandese, al "pulled pork" - sfilacci di spalla di maiale - ce n'è davvero per tutti i gusti.
In quanto alla serata con Kinnegar, anche se il publican Ivano Falzone afferma quasi con modestia che "non facciamo niente di particolare, giusto una serata con i ragazzi e con le loro birre", il dettaglio non trascurabile è che le spine dedicate alle loro birre saranno ben diciannove: giusto una seratina tra amici, insomma...che dire, fatevi sotto.
Anche il Teatro delle birre vanta una solida esperienza, avendo aperto nel 2005, forte dei diversi anni di attività nel settore birrario dei fondatori e
della loro passione. Ad offrire l'occasione per l'apertura è stato
anche il Circolo del Luppolo di Mantova: "Con le sue numerose cene,
birrarie, festival, corsi homebrewer e di
degustazione, hanno fatto da spalla alla necessità di un locale adeguato
per promuovere la cultura per la buona birra a Mantova e provincia -
ricorda Marco, uno dei fondatori - e così è nato il
Teatro delle Birre".
Il primo può a buon diritto definirsi una delle mete di pellegrinaggio per gli appassionati di birra artigianale - e non solo - a Milano, con 15 anni di attività alle spalle, festeggiati con il "Quince Fest" lo scorso 26 maggio. L'hashtag coniato dal locale, #gentealbanco, è indicativo dello stile adottato: niente servizio ai tavoli, se non per mangiare, le birre e i sidri vanno prese direttamente di fronte alla trentina (sì, avete letto bene) di spine e pompe che il bancone esibisce. Non manca nemmeno una fornitissima cucina: dalla luganega di Monza, allo stinco di maiale cotto nella birra, agli hamburger di angus irlandese, al "pulled pork" - sfilacci di spalla di maiale - ce n'è davvero per tutti i gusti.
In quanto alla serata con Kinnegar, anche se il publican Ivano Falzone afferma quasi con modestia che "non facciamo niente di particolare, giusto una serata con i ragazzi e con le loro birre", il dettaglio non trascurabile è che le spine dedicate alle loro birre saranno ben diciannove: giusto una seratina tra amici, insomma...che dire, fatevi sotto.
Anche il Teatro delle birre vanta una solida esperienza, avendo aperto nel 2005, forte dei diversi anni di attività nel settore birrario dei fondatori e
della loro passione. Ad offrire l'occasione per l'apertura è stato
anche il Circolo del Luppolo di Mantova: "Con le sue numerose cene,
birrarie, festival, corsi homebrewer e di
degustazione, hanno fatto da spalla alla necessità di un locale adeguato
per promuovere la cultura per la buona birra a Mantova e provincia -
ricorda Marco, uno dei fondatori - e così è nato il
Teatro delle Birre".
Dietro
il sipario il Teatro ospita 12 birre alla spina sempre diverse per
stile e provenienza, in modo da creare un taplist eterogenea e
culturalmente ricca; mentre il reparto beershop ospita oltre 150
etichette tra
bottiglie e lattine diversi formati. "Tutte le birre - prosegue Marco -
sono scelte tra produttori locali, nazionali ed internazionali sempre
nel rispetto di alta qualità artigianale.
Inoltre disponiamo di una selezione di sidri, idromele, distillati e liquori correlati al mondo artigianale". Periodicamente al Teatro delle Birre vengono organizzati eventi di
degustazione, abbinamento tra cibo e birra, tap takeover, brewery
battles, incontri con birrai sia italiani che stranieri e quant'altro la fantasia suggerisca. Inoltre la piccola cucina
del Teatro - con un curioso menù suddiviso in "atti", invece che in
tipologia di portata - offre hamburger, piadine, focacce,
taglieri di salumi e formaggi artigianali creati con cura e
appoggiandosi a produttori locali nel pieno rispetto del loro lavoro.
La serata con Kinnegar, in occasione della quale la maggior parte delle spine sarà dedicata alle produzioni di questo birrificio con una speciale promozione a gettoni per poterle degustare a prezzi vantaggiosi, avrà il suo culmine nell'intervista all'ospite prevista per le 21.30 circa; a seguire, musica dal vivo traditional irish folk con cornamusa irlandese, fisarmonica, banjo e chitarra. Verrà inoltre proposto uno speciale fuori menu elaborato appositamente per essere degustato con le birre di Kinnegar.
Se chi ben comincia è a metà dell'opera, con la serata del 28 si può dire che le premesse sono buone...
La serata con Kinnegar, in occasione della quale la maggior parte delle spine sarà dedicata alle produzioni di questo birrificio con una speciale promozione a gettoni per poterle degustare a prezzi vantaggiosi, avrà il suo culmine nell'intervista all'ospite prevista per le 21.30 circa; a seguire, musica dal vivo traditional irish folk con cornamusa irlandese, fisarmonica, banjo e chitarra. Verrà inoltre proposto uno speciale fuori menu elaborato appositamente per essere degustato con le birre di Kinnegar.
Se chi ben comincia è a metà dell'opera, con la serata del 28 si può dire che le premesse sono buone...
lunedì 4 settembre 2017
Silenzio, parla il birraio
Chi meglio del birraio in persona può illustrare non solo il birrificio e le birre che vi vengono prodotte, ma anche la filosofia di lavoro che vi sta dietro? Per questo abbiamo raggiunto (telefonicamente, vabbè...si fa quel che si può) Rick LeVert, cofondatore insieme a Libby Carton di Kinnegar Brewery nonché proprietario e mastro birraio, per rivogergli alcune domande.
Rick, partiamo dal principio: quando e come è iniziata l'avventura di Kinnegar?
Abbiamo iniziato nel 2011, con un piccolo impianto pilota in cui facevamo ricerca e sviluppo. Solo nel 2013, dopo due anni di lavoro preparatorio, siamo partiti con la produzione; e da inizio 2017 ci siamo trasferiti in una nuova struttura, in vista dell'aumento della capacità produttiva: abbiamo chiuso il 2016 con 4 mila ettolitri, e per il 2017 contiamo di arrivare tra i 5 e i 6 mila.
Qual è la vostra "filosofia birraria"?
Mi piace dire che tutto è iniziato per curiosità, tanto è vero che i miei trascorsi professionali non sono nel settore birrario: ho fatto un po' di tutto nella vita, forse proprio in virtù di questa naturale curiosità. Poi è arrivata anche la formazione in campo brassicolo, sia negli Stati Uniti che alla VLB di Berlino: e proprio in Germania e poi in Irlanda, essendo io nato e cresciuto negli Usa, mi sono confrontato con le diverse influenze culturali nel settore birrario. E questo è stato determinante nel formare la maniera in cui pensiamo alla birra: non un qualcosa di statico, ma giocoso, un incontro di diverse tradizioni, stili e tecniche. Siamo l'unico birrificio che tra le produzioni fisse tiene la birra alla segale, abbiamo una porter al cocco, lavoriamo con i prodotturi locali per le birre alla frutta - in particolare uvaspina e rabarbaro: ecco, credo che questo spieghi cosa intendo per "approccio giocoso" alla produzione.
Avete sette birre fisse più una lunga serie di stagionali e speciali, di cui alcune che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti a vari concorsi: ce n'è una in particolare che vi rappresenta?
No, credo che il punto di forza di ciò che facciamo stia nell'insieme. Per noi la cosa importante è che la qualità sia sempre alta in ogni birra che facciamo, al di là della naturale varialibilità insita nel processo artigianale: non uniformità, ma costanza. Vogliamo che chi beve possa riconoscere che le nostre sono birre ben fatte, anche se magari non incontrano i suoi gusti personali. Ed è una cosa che ci viene riconosciuta.
Per voi è la prima volta in Italia? E se sì, che cosa vi aspettate?
Sì, stiamo entrando ora nel mercato italiano, per quanto alcune delle nostre birre siano state servite a Milano in occasione di St. Patrick. Molti hanno il cliché secondo cui l'Italia è un Paese con una forte cultura del vino, ed è vero; ma noto che si è sviluppata anche una forte cultura birraria. Mi aspetto di parlare con la gente della birra irlandese, spiegare come lavoriamo, la nostra cultura; ma anche di scoprire che cosa si beve in Italia, conoscere birrai e appassionati italiani, conoscere la cultura birraria italiana e incontrare una nuova platea di interlocutori. Insomma, mi aspetto di muovermi in un contesto di cultura birraria internazionale, di scambio. Già ho avuto occasione di incontrare qui in Irlanda alcuni colleghi italiani, ed è stato un piacere: una delle cose belle del mondo birarrio è che ovunque tu vada trovi degli amici.
Che cosa significa per te essere un artigiano birraio e fare birra artigianale?
Non mi piace usare il termine "artigianale", perché onestamente non credo sia molto azzeccato. Preferisco definire Kinnergar un birrificio "indipendente", non "artigianale". Certo siamo parte di una lunga tradizione brassicola, ma abbiamo il nostro approccio a quest'arte. La parola "artigianale" rischia di far passare l'idea che non utilizziamo le nuove tecnologie: niente di più falso, il nostro è un birrificio moderno - per quanto stiamo sempre parlando di birre non filtrate, non pastorizzate, non carbonate artificialmente e prodotte su scala relativamente piccola. Non siamo due ragazzi con un tino di legno: se la tecnologia può aiutare sia noi che il consumatore, la utilizziamo. La cosa importante è rimanere indipendenti, conservare la propria identità, e far sì che questa definisca anche la relazione con i clienti: perché noi ci relazioniamo con chiunque beva la nostra birra, ovunque, non solo con chi vediamo di persona. Certo viviamo in un frangente storico in cui nascono tante etichette sia tra i piccoli che tra i grandi birrifici, e tra queste alcune che possono nascondere delle vere e proprie frodi in commercio; ma noi siamo fieri della nostra indipendenza e della relazione che abbiamo costruito con nostri clienti.
Rick, partiamo dal principio: quando e come è iniziata l'avventura di Kinnegar?
Abbiamo iniziato nel 2011, con un piccolo impianto pilota in cui facevamo ricerca e sviluppo. Solo nel 2013, dopo due anni di lavoro preparatorio, siamo partiti con la produzione; e da inizio 2017 ci siamo trasferiti in una nuova struttura, in vista dell'aumento della capacità produttiva: abbiamo chiuso il 2016 con 4 mila ettolitri, e per il 2017 contiamo di arrivare tra i 5 e i 6 mila.
Qual è la vostra "filosofia birraria"?
Mi piace dire che tutto è iniziato per curiosità, tanto è vero che i miei trascorsi professionali non sono nel settore birrario: ho fatto un po' di tutto nella vita, forse proprio in virtù di questa naturale curiosità. Poi è arrivata anche la formazione in campo brassicolo, sia negli Stati Uniti che alla VLB di Berlino: e proprio in Germania e poi in Irlanda, essendo io nato e cresciuto negli Usa, mi sono confrontato con le diverse influenze culturali nel settore birrario. E questo è stato determinante nel formare la maniera in cui pensiamo alla birra: non un qualcosa di statico, ma giocoso, un incontro di diverse tradizioni, stili e tecniche. Siamo l'unico birrificio che tra le produzioni fisse tiene la birra alla segale, abbiamo una porter al cocco, lavoriamo con i prodotturi locali per le birre alla frutta - in particolare uvaspina e rabarbaro: ecco, credo che questo spieghi cosa intendo per "approccio giocoso" alla produzione.
Avete sette birre fisse più una lunga serie di stagionali e speciali, di cui alcune che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti a vari concorsi: ce n'è una in particolare che vi rappresenta?
No, credo che il punto di forza di ciò che facciamo stia nell'insieme. Per noi la cosa importante è che la qualità sia sempre alta in ogni birra che facciamo, al di là della naturale varialibilità insita nel processo artigianale: non uniformità, ma costanza. Vogliamo che chi beve possa riconoscere che le nostre sono birre ben fatte, anche se magari non incontrano i suoi gusti personali. Ed è una cosa che ci viene riconosciuta.
Per voi è la prima volta in Italia? E se sì, che cosa vi aspettate?
Sì, stiamo entrando ora nel mercato italiano, per quanto alcune delle nostre birre siano state servite a Milano in occasione di St. Patrick. Molti hanno il cliché secondo cui l'Italia è un Paese con una forte cultura del vino, ed è vero; ma noto che si è sviluppata anche una forte cultura birraria. Mi aspetto di parlare con la gente della birra irlandese, spiegare come lavoriamo, la nostra cultura; ma anche di scoprire che cosa si beve in Italia, conoscere birrai e appassionati italiani, conoscere la cultura birraria italiana e incontrare una nuova platea di interlocutori. Insomma, mi aspetto di muovermi in un contesto di cultura birraria internazionale, di scambio. Già ho avuto occasione di incontrare qui in Irlanda alcuni colleghi italiani, ed è stato un piacere: una delle cose belle del mondo birarrio è che ovunque tu vada trovi degli amici.
Che cosa significa per te essere un artigiano birraio e fare birra artigianale?
Non mi piace usare il termine "artigianale", perché onestamente non credo sia molto azzeccato. Preferisco definire Kinnergar un birrificio "indipendente", non "artigianale". Certo siamo parte di una lunga tradizione brassicola, ma abbiamo il nostro approccio a quest'arte. La parola "artigianale" rischia di far passare l'idea che non utilizziamo le nuove tecnologie: niente di più falso, il nostro è un birrificio moderno - per quanto stiamo sempre parlando di birre non filtrate, non pastorizzate, non carbonate artificialmente e prodotte su scala relativamente piccola. Non siamo due ragazzi con un tino di legno: se la tecnologia può aiutare sia noi che il consumatore, la utilizziamo. La cosa importante è rimanere indipendenti, conservare la propria identità, e far sì che questa definisca anche la relazione con i clienti: perché noi ci relazioniamo con chiunque beva la nostra birra, ovunque, non solo con chi vediamo di persona. Certo viviamo in un frangente storico in cui nascono tante etichette sia tra i piccoli che tra i grandi birrifici, e tra queste alcune che possono nascondere delle vere e proprie frodi in commercio; ma noi siamo fieri della nostra indipendenza e della relazione che abbiamo costruito con nostri clienti.
martedì 29 agosto 2017
Ed è sempre più Irlanda: a settembre arriva Kinnegar
Beergate
continua nel suo impegno a portare in Italia le piccole e grandi
chicche della produzione birraria artigianale irlandese e i birrai
che ne sono artefici. Dopo The White Hag in occasione di San
Patrizio, a settembre sarà la volta di Kinnegar:
un birrificio che si definisce profondamente radicato nel Donegal, la
contea in cui ha sede e di cui vuole essere espressione. «Abbiamo
iniziato nel 2011 con un piccolo impianto pilota – racconta il
mastro birraio e cofondatore, Rick
Le Vert
– e solo nel 2013, dopo due anni di lavoro preparatorio, siamo
partiti con la produzione». Un lavoro che evidentemente ha portato i
suoi frutti: nonostante l’età relativamente giovane, il birrificio
si è infatti guadagnato importanti riconoscimenti – tra cui due
medaglie d’oro al Dublin Beer Cup nel 2017 e una nel 2016, un oro e
un argento al Commonwealth Beer Cup nel 2017, e il titolo di Champion
Beer of Ireland per la foreign export stout Flying
Saucer
al Killarney Beer Fest del 2016. Dal 2017 il birrificio si è
trasferito in una nuova struttura, potendo così contare su un
impianto all’avanguardia e spazi adeguati all’ampliamento della
produzione – prevista per il 2017 tra i 5 e i 6 mila ettolitri. Il
tutto rimanendo fedele alla sua filosofia di non filtrare, né
pastorizzare, né aggiungere anidride carbonica alle sue birre;
nonché a quell’approccio “giocoso” alla produzione e
sperimentazione che Rick cita come fondamento del lavoro suo e della
squadra.
Dalla
pale ale Limebruner,
alla amber ale Devil’s
Backbone,
alla ipa Scraggy
Bay,
fino alle specialità come la ale alla segale Rustbucket
– stile che Kinnegar, unico caso in Irlanda, produce in maniera
stabile – le birre in repertorio coprono una grande varietà di
tipologie: e sarà possibile assaggiarle e farsele illustrare
direttamente da Rick e dai suoi collaboratori tra fine settembre e
inizio ottobre, quando Kinnegar sarà per la prima volta in tour nel
nostro Paese. Si parte il 28 settembre con uno dei “templi della
birra” in terra milanese, La
Belle
Alliance,
e il
Teatro
delle birre
di
Mantova; per proseguire i 29 con lo Shamrock
Irish Pub
di Lecco e Lortica
Garden Wine
di Bologna, il 30 con il Wild
Rover Irish Pub
di Castelfranco Emilia (Modena) e il Paddy’s
Irish Pub
di
Creazzo (Vicenza), e chiudere il 1 ottobre con
l’Osteria
La Petrarca
di Graffignana (Lodi) e
La
Tana del Luppolo
di
Cavi di Lavagna (Genova). Ciascuno dei locali proporrà per
l’occasione una serata speciale, tra incontri con il birraio,
degustazioni birra-cibo, musica, ed altro ancora.
Rick
afferma di avere buone aspettative per il tour: «Stiamo entrando ora
nel mercato italiano. Molti hanno il cliché secondo cui l'Italia è
un Paese con una forte cultura del vino, ed è vero; ma noto che si è
sviluppata anche una forte cultura birraria. Mi aspetto di parlare
della birra irlandese, spiegare come lavoriamo, la nostra cultura; ma
anche di scoprire che cosa si beve in Italia, conoscere birrai e
appassionati italiani, e incontrare una nuova platea di
interlocutori». «Siamo felici ed orgogliosi di far conoscere in
Italia un altro pezzo di eccellenza artigiana irlandese – affermano
i fratelli Marco
e Luca Di Lella,
titolari di Beergate –: un impegno che già da anni portiamo avanti
e che intendiamo incrementare, coinvolgendo sempre nuove aziende e
promuovendo di conseguenza nuovi prodotti».
Per
tutti i dettagli sul programma delle singole serate, interviste al
birraio e ulteriori informazioni, è possibile visitare il
blog di Mastri Birrai on the road – che verrà aggiornato via via
con l’avvicinarsi del tour – e la pagina
Facebook di Mastri Birrai on the road 2017;
nonché il sito del birrificio,
www.kinnegarbrewing.ie,
e i siti e pagine Facebook dei locali coinvolti.
lunedì 12 giugno 2017
Tra sidro scozzese e menu ah hoc: arriva in Italia Thistly Cross Cider
Si
avvicina ormai a grandi passi il primo tour italiano della
pluripremiata sidreria scozzese Thistly Cross Cider, promosso da
Beergate nell’ambito di Mastri Birrai on the Road 2017. Luke
Fenton, in rappresentanza dell’intera azienda – nata nel 2008
dalla collaborazione tra l’agricoltore Ian Rennie e il sidraio
Peter Stuart – sarà mercoledì
14 giugno a La Belle Alliance di Milano, giovedì 15 al Teatro delle
Birre di Mantova, e venerdì 16 al Rievoca Beer Drink & Shop di
Vimodrone (Milano).
Nel
corso di questi ultimi giorni sono andati definendosi i dettagli
delle serate ad hoc che ciascuno dei tre locali organizzerà. La
Belle Alliance,
riferisce il publican Ivano Falzone, avrà «la linea completa dei
sidri di Thistly Cross, di cui 4 spillati a pompa e 4 a caduta.
Inoltre abbiamo creato un piatto speciale per la serata, battezzato
“Al contadino non far sapere quant’è buono il sidro sul caprino
con le mele”». A questo si aggiungeranno altri quattro sidri
disponibili al Tap (Via Enrico Nöe, 4, Milano): un locale dedicato
al craft di recente apertura con ben 24 spine e interamente
autocostruito, che unisce birra, sidro e “tapas” - di stile però
italiano – sotto la regia di Giampiero, ex bar manager de La Belle
Alliance. Al Teatrodelle Birre di Mantova
verrà invece proposta una degustazione libera a prezzi promozionali,
così da poter conoscere tutti i prodotti della sidreria - arricchita
da un’intervista a Luke a metà serata, a cui anche il pubblico
avrà l’occasione di partecipare; mentre al RievocaBeer Drink&Shop, riferiscono
Fabio ed Elena, «organizziamo spesso serate dove i nostri ospiti
vengono guidati alla scoperta di diversi mondi sensoriali in un mix
di gusto e olfatto, cibo e bevande. La stessa esperienza vogliamo
offrirla durante la serata dedicata al sidro: i nostri ospiti
potranno cenare gustando un menù studiato per sposarsi con questa
bevanda fresca, con cui abbiamo deciso di festeggiare l’arrivo
dell’estate».
Thistly
Cross offre una vasta gamma di sidri – poco conosciuti in Italia,
ma molto diffusi in Nord Europa accanto alla birra: si va da quello
classico, a quello allo zenzero, a quella alla fragola, a quello al
sambuco; fino alla punta di diamante nonché esclusiva della casa, il
Whisky Cask Cider, maturato per sei mesi in botti di whisky scozzese
monomalto Glen Moray che conferisce note di rovere, vaniglia e miele.
Thistly
Cross Cider, Beergate, La Belle Alliance, il Teatro delle Birre e
Rievoca Beer Drink&Shop aspettano dunque appassionati e curiosi
per conoscere meglio questo pezzo meno noto della tradizione
britannica dal 14 al 16 giugno. Sul blog di Mastri
Birrai on the Road
e sulla pagina
Facebook
è possibile leggere interviste a Luke Fenton, presentazioni dei
locali che ospiteranno l’evento, e rimanere aggiornati su tutto
quanto riguarda non solo il tour di Thistly Cross ma anche le altre
iniziative avviate.
giovedì 1 giugno 2017
Il gran finale: Rievoca Beer Drink&Shop
Per chiudere in bellezza Luke si sposterà di nuovo verso il milanese, e per la precisione al Rievoca Beer Drink&Shop di Vimodrone: un locale che, con le sue oltre 250 tipologie di birre in bottiglia e 9 spine a rotazione, ne ha per accontentare tutti i gusti. Compresi quelli culinari: Rievoca Beer rivisita infatti le antiche ricette tradizionali dei pub europei, adattandole ai gusti moderni - dai veloci sandwich, ai taglieri di salumi e formaggi, ai più complessi piatti in stile birrario - proponendo anche eventi culinari a carattere rievocativo (di qui il nome Rievoca) con cene a tema, a partire dal I secolo d.C. al XV secolo. La spillatura poi, tengono a sottolineare, qui è un'arte: "Alla spina facciamo girare quasi tutte le tipologie di birra artigianale del mondo: dalle stout alle white ipa per finire con le tedesche, le belghe e le scandinave - raccontano i gestori Fabio ed Elena, con i loro collaboratori Alessandro e Andrea -. Ciò che non si trova in fusto è presente nella vasta gamma di bottiglie esposte a scaffale. Per noi è importante eseguire la spillatura nel modo e nel tempo corretti: riportare nel bicchiere le caratteristiche originali della birra è un must".
Il Rievoca vuole però essere un locale "a tutto tondo", e quindi non c'è solo birra: "Abbiamo deciso di celebrare l’arrivo del caldo e della bella stagione offrendo ai clienti la freschezza dissetante della frutta con questa serata dedicata al sidro scozzese - proseguono. - Noi di Rievoca amiamo offrire ai nostri amici la possibilità di esplorare il mondo del gusto con esperienze sempre nuove: ecco perchè alla vasta selezione di birre artigianali abbiamo deciso di affiancare da alcuni mesi una piccola selezione di whisky di alto livello". Inoltre, concludono, "organizziamo spesso serate dove i nostri ospiti vengono guidati alla scoperta di diversi mondi sensoriali in un mix di gusto e olfatto, cibo e bevande sempre originale, curato e di altissima qualità. La stessa esperienza vogliamo offrirla durante la serata dedicata al sidro: i nostri ospiti potranno cenare gustando un menù studiato ad hoc per sposarsi con questa bevanda fresca”.
martedì 30 maggio 2017
Lo spettacolo continua: il Teatro delle Birre
Nella seconda giornata, il 15 giugno, Luke Fenton si trasferirà a Mantova al Teatro delle Birre: una taproom e beershop che ha alzato il sipario - letteralmente - nel 2005, forte dei diversi anni di attività nel settore birrario dei fondatori e della loro passione. Ad offrire l'occasione per l'apertura è stato anche il Cricolo del Luppolo di Mantova: "Con le sue numerose cene, birrarie, festival, corsi homebrewer e di
degustazione, hanno fatto da spalla alla necessità di un locale adeguato
per promuovere la cultura per la buona birra a Mantova e provincia - ricorda Marco, uno dei fondatori - e così è nato il
Teatro delle Birre".
Dietro
il sipario il Teatro ospita 12 birre alla spina sempre diverse per
stile e provenienza, in modo da creare un taplist eterogenea e
culturalmente ricca; mentre il reparto beer-shop ospita oltre 150 etichette tra
bottiglie e lattine diversi formati. "Tutte le birre - prosegue Marco - sono scelte tra produttori locali, nazionali ed internazionali sempre nel rispetto di alta qualità artigianale.
Inoltre disponiamo di una selezione di sidri, idromele, distillati e liquori correlati al mondo artigianale".
Periodicamente al Teatro delle Birre vengono organizzati eventi di degustazione, abbinamento tra cibo e birra, tap takeover, brewery battles, e quant'altro la fantasia suggerisca. Inoltre la piccola cucina del Teatro - con un cuiroso menù suddiviso in "atti", invece che in tipologia di portata - offre hamburger, piadine, focacce,
taglieri di salumi e formaggi artigianali creati con cura e appoggiandosi a produttori locali nel pieno rispetto del loro lavoro.
In quanto alla serata con Luke di Thistly Cross, conclude Marco, "proporremo una degustazione libera a prezzi promozionali, così da offrire l'occasione di conoscere al meglio tutti i prodotti della sidreria. A metà serata è poi nostra consuetudine intervistare l’ospite e dargli la
possibilità di illustrarci la propria realtà, con la partecipazione del
pubblico presente".
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